Assisi e un’oasi chiamata NUN

Che in Italia di luoghi meravigliosi in cui rigenerarsi ce ne siano tantissimi è indubbio, ma Assisi e il NUN Assisi Relais & SPA Museum, sono senza dubbio nella mia personale top five.

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Quei luoghi in cui letteralmente scappare.

Assisi è una cittadina con le caratteristiche tipiche di Umbria e Toscana, con le casette di pietra, le viuzze vicine e ciottolose, le porticine ricoperte di fiori e gatti all’ingresso.

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Si trova vicino Perugia, circa 20 minuti di macchina, e io sempre avuto la (s)fortuna di non riuscire a viverla con il sole ma solo con pioggia e nebbia. Pazienza.

Quando i luoghi sono belli, sono belli.

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Si trova rialzata sul monte Subiaco e offre la possibilità di godere del panorama sulla vallata umbra.

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Mi sembra scontato ma doveroso parlare della Basilica di San Francesco che è assolutamente incredibile.

Entrambe le volte che sono andata ho lasciato la macchina al parcheggio Saba perché esattamente di fronte al NUN e quindi molto comodo specie se si hanno valigie.

Dal parcheggio, scendendo per Assisi e attraversando la piazza del Comune, la Basilica si raggiunge in circa 15 minuti di passeggiata.

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Ecco, i 15 minuti sono al netto delle soste bar/pasticceria/negozietti/norcineria/enoteca/di nuovo bar (meraviglioso quello esattamente di fronte alla Basilica che ha un assortimento mai visto di caramelle Leone di cui vado matta).

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E a questo punto apriamo la parentesi mangereccia e cicciona del post.

La apro con la Trattoria da Lea che non sta ad Assisi ma a Città di Castello. Non è di strada? Fate una deviazione, rimodulate il giro che avete in programma, ritagliatevi due ore ma andateci! Parliamo di una trattoria appunto, quindi ambiente familiare e altrettanto dicasi per l’arredamento. I piatti con i tartufi e funghi sono eccezionali. Se ripenso alla frittata di uova con il tartufo grattugiato al momento… ci devo tornare al più presto! E, nota di merito quanto la bontà dei piatti, è il prezzo assolutamente accettabile.

Ritornando ad Assisi, invece, entrambe le volte abbiamo pranzato alla Trattoria Pallotta, proprio al centro di Assisi.  Tutto buono, non c’è che dire, non strabiliante, ma buono.

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Un altro ristorante di cui voglio parlare fortemente è La Cucina di San Pietro a Pettine che dista circa mezz’ora di auto da Assisi, io ci ho pranzato la domenica di ritorno verso Roma.

La prima sala è completamente a vetri, entra una bella luce e si affaccia sulla vallata. La seconda, alle spalle della prima, è più intima, più buia ma altrettanto piacevole. Il menù è fisso e ogni piatto è a base di tartufo (nero o bianco a seconda della stagionalità). Non sono un amante dei menù fissi e quando sono arrivata non ero a conoscenza del fatto che il pranzo si svolgesse secondo questa modalità (avevo conosciuto l’azienda San Pietro a Pettine in occasione del Taste of Roma e mi aveva colpito moltissimo, motivo per cui trovandomi in zona ho prenotato senza informarmi più di tanto) ma non ho trovato da ridire su nessun piatto. Ah nota di merito per la carta dei vini, ampia ma non troppo e con etichette, del luogo e non, molto piacevoli. Rapporto qualità del menù e prezzo notevole.

A seguire lascio le foto a parlare per mio conto.

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Ho lasciato alla fine la parte più bella del soggiorno: Il NUN Assisi Relais & SPA Museum. Il nome parla da solo.

La struttura è il risultato della ristrutturazione del Monastero di Santa Caterina unito all’essenzialità del design moderno. Le stanze sono solamente 18 e tutte suite. Il trattamento riservato agli ospiti, i servizi a disposizione, la pulizia e tutto ciò che il NUN racchiude è assolutamente di prim’ordine.

Sempre per la parentesi mangereccia: colazione divina. Guardare (e consiglio provare) per credere.

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La Spa è assolutamente un gioiello. Un vero e proprio museo con maestosi pilastri in calcare del I sec. a circondare la vasca principale. Presenti Tepidario, Caldario, Sudatario  e Frigidario.

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Credetemi, definirla SPA è a dir poco riduttivo.

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Anche i trattamenti, ovviamente, sono eccellenti come tutto il resto.

Concludo con il ristorante del NUN, Eat Out Osteria Gourmet, dove ho cenato il sabato sera. Cucina creativa con materia prima di qualità. Il menù, per seguire la stagionalità dei prodotti, varia spesso. Il consiglio è quello di andarci magari a pranzo nella stagione invernale perché, essendo rialzato, dà la possibilità di mangiare apprezzando il panorama, cosa non possibile di sera. In estate invece anche la sera, con i tavoli sulla terrazza illuminata, è affascinante.

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