Giethoorn, ovvero un tuffo nell’incanto

Io non potevo crederci quando l’ho visto. Sono rimasta folgorata da questo micro paese abitato da meno di 3 mila persone in cui non ci sono strade ma solo canali, in cui ci si muove su acqua o a piedi.

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Immaginate dei fazzoletti di prato verde perfettamente tagliato, tutti intervallati da canali d’acqua con le paperelle che nuotano, e su ognuno di questo delle casine basse e cicciottelle con il tetto di paglia che si specchiano nell’acqua, con fiori di tutti i colori. E ponticelli di legno (176 per l’esattezza) a collegare ogni fazzolettone di terra. E poi qua e là mucche e cavalli.

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Giethoorn si trova a 120 km di distanza da Amsterdam all’interno del parco naturale di Weeribben-Wieden.

Nel nostro giro on the road per l’Olanda avevamo previsto una notte anche qui. Indubbiamente è una tappa che non necessita di una notte, qualche ora, includendo magari il pranzo, è più che sufficiente. In ogni caso a noi è piaciuto moltissimo quando verso le 4 la maggior parte dei turisti hanno lasciato il paese e siamo rimasti davvero in pochi a passeggiare per le sue viuzze.

Abbiamo soggiornato all’Hotel de Pergola, la nostra stanza era al piano terra con terrazzino direttamente sul canale. Forse un pò rumoroso ma molto carino. L’hotel ha anche un ristorante ma noi abbiamo preferito restare fuori per cena e goderci il tramonto sui canali.

Il modo più tipico di visitare Giethoorn è affittare una imbarcazione e attraversare i suoi canali. Io sono stata ad agosto quindi vi lascio immaginare la mole di turisti, non di rado le imbarcazioni sui canali erano costrette a scontri e peripezie per passare. E, infatti, data proprio la mole di turisti, non siamo riusciti a noleggiare, purtroppo, alcuna imbarcazione e ci siamo quindi limitati a passeggiare su e giù più e più volte.

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E poi, dato che camminare fa venire fame si sa, tappa imperdibile per me è stato il waffle al Gran Cafe Fanfare. Enorme. Con la panna e le amarene sotto spirito. Pazzesco. E meritato aggiungo io.

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La parte della giornata che ricordo con più piacere, dopo lo stupore iniziale, è stato il tramonto. Quei momenti in cui luce, paesaggio, persone, posti e sensazioni si incastrano alla perfezione. Se poi ci metti una birra ghiacchiata, è fatta. (Io ci ho aggiunto anche il loro piatto tipico con le cozze… ma questa è un’altra storia perché, chi mi conosce, sa che non mi tiro mai indietro di fronte alla possibilità di assaggiare e mangiare. Me ne pentirò prima o poi.)

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Il tempo che ci ha accolto è stato perfetto, cielo azzurrissimo e tanto sole a far risaltare tutti i riflessi nei canali, però credo che anche visitarla in una stagione diversa sia affascinante. È davvero un posto magico.

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Giethoorn è un tuffo in un passato incantato, è godersi l’atmosfera, è passeggiare, è guardare, è lasciarsi andare. E non mi sembra poco.

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