La Sardegna è la mia casa non-casa

In una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi.

Le parole sono di Michela Murgia e sono tratte dal suo Viaggio in Sardegna.

La prima cosa di cui posso parlare, se si tratta di Sardegna, è il suo profumo, un profumo che è solo qui, che sul mio stomaco ha un effetto riparatore, distoglie e mi fa lasciare i pensieri e le preoccupazioni ad un passo prima dell’uscita del traghetto o dell’aereo quando “sì il mio bagaglio sta laggiù che qui sopra non c’era più posto, un attimo che passino loro e ci provo a prenderlo così scendiamo”.

Un profumo che sa di mirto e mare e sale e vento e sole, che se li mischi tutti insieme e chiudi gli occhi e poi li riapri e sei seduta sulla sabbia a Cala Sassari o a Porto Giunco con i suoi fenicotteri rosa nello stagno alle tue spalle o ancora passeggiando sui bastioni di Alghero… ti rendi conto che non c’era posto migliore al mondo in cui potevi scegliere di essere in quel momento.

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Anno dopo anno, la sensazione di essere a casa (in una terra che mi ha conosciuto da quasi-adulta) non cambia mai.

Nel mio cuore c’è la Gallura, forse lì più che altrove, riesco a percepire quel profumo di cui parlavo.

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Dove in Sardegna? Ovunque. In questi anni l’ho girata abbastanza, prima in campeggio montando e smontando la tenda e muovendoci molto, poi, da adulta oramai, preferisco optare per volo più auto a noleggio anche perché il tempo a disposizione si è ridotto molto e negli ultimi anni sono riuscita a ritagliare giusto qualche week-end lungo. Se si cerca per tempo si riescono a trovare ottime offerte di volo a/r sia per Olbia che per Cagliari.

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In Sardegna puoi scegliere la gradazione di verde e di azzurro e di “trasparente” che vuoi (si proprio quella lì) e semplicemente cercarla perché c’è. Puoi cercare la spiaggia lunga e bianca con sabbia come farina e puoi cercare la tua caletta piccola e riparata piena di sassolini che, si sa, i sassolini sono più comodi.

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Come spiegare la sensazione nel bere una Ichnusa sulla spiaggia a Vignola mentre il sole cala e, se non c’è foschia, riesci a scorgere anche la Corsica laggiù? Difficile. Impossibile.

La Sardegna è quell’isola che ovunque vai sei certo che non puoi perdere la strada semplicemente perché ovunque tu possa capitare, anche per sbaglio, vale la pena di essere visto, respirato. E sarai contento di esserti perso. E i sardi sono persone che possono darti tutto senza chiedere in cambio nulla.

In ordine sparso: Cala Gonone, Golfo Aranci, Villasimius, Alghero, Stintino, Costa Smeralda, Sant’Antioco, Carloforte e ancora il Sinis e tutti i luoghi che hanno dentro altri mille luoghi ma che non ho menzionato.

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La Sardegna ti entra dentro il cuore. E ci resta.

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3 pensieri su “La Sardegna è la mia casa non-casa

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